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Contributi per i permessi di soggiorno: per il Cosiglio di Stato gli attuali importi sono illegittimi

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Contributi per i permessi di soggiorno: per il Cosiglio di Stato gli attuali importi sono illegittimi

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la riforma della sentenza del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, sez. II-quater, n. 6095/2016 concernente il «Contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno» previsto dal decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 6 ottobre 2011, adottato di concerto con il Ministero dell'Interno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2011

Con tale pronuncia si annulla di fatto il citato decreto del ministero dell'Economia che fissa le tariffe per il contributo da pagare per i permessi di soggiorno.

Il contributo da 80, 100 o 200 euro su primo rilascio e rinnovo era stato già eliminato lo scorso maggio da una sentenza del Tar del Lazio, che aveva accolto un ricorso di Inca e Cgil. A settembre però la presidenza del Consiglio e i ministeri dell'Interno e dell'Economia avevano impugnato quella sentenza davanti al Consiglio di Stato, che in attesa della decisione aveva reintrodotto temporaneamente il contributo

Con tariffe così alte, ha confermato il Consiglio di Stato, si viola la direttiva europea sui lungosoggiornanti (2003/109/CE ).

Ora il Governo ha la sola possibilità di rideterminare l'importo di detti contributi con valori considerati in linea con i criteri e i parametri di legge nazionale ed europea

Leggi la Sentenza del Consiglio di del  13 ottobre pubblicata 26 ottobre 2016 n. 44087